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Sezione Donna

 

RECENSIONI


D. Marzotto, Pietro e Maddalena: il Vangelo corre a due voci, Ancora, Milano 2010 (L. Scaraffia)

Moreno MORANI, IPAZIA / Attenti ai falsi, non è stata la Chiesa a far fuori l'"illuminista" del V secolo... - da "Il Sussidiario" - 7 maggio 2010

Livio MELINA - Carl A. ANDERSON, a cura di, L'olio sulle ferite. Una risposta alle piaghe del divorzio e dell'aborto, Edizioni Cantagalli, Siena 2009

RESEÑA CINE - The Blind Side, 2010

Vicki THORN, Il progetto Rachele. Il volto della compassione, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2009

Marta NIN, Mujeres en el camino. Quince relatos sobre las mujeres en el Evangelio, Collección “Meditaciones”, Ciudad Nueva, Madrid, 2007

Sophie Chevillard LUTZ, La forza di una vita fragile, Edizioni Lindau, 2009

Elena BOSETTI, Donne della Bibbia: bellezza, intrighi, fede, passione…, Cittadella Editrice, Assisi, 2009

María Antonia BEL BRAVO, Mujer y cambio social en la Edad Moderna, Ediciones Encuentro, Madrid 2009

Cristiana DOBNER, All'altra riva, ai prati del sole. L'immaginario di Dio in Antonia Pozzi, Marietti, Genova-Milano 2008

Stanislaw GRYGIEL, Dolce Guida e Cara, Edizioni Cantagalli, 2008, 229pp.

El título del presente trabajo del profesor Grygiel hace referencia a las palabras que Dante Aligheri pone en boca de Virgilio “Oh Beatrice, Dolce Guida e Cara” (Oh Beatriz dulce guía y tan amada) cuando uno de los personajes femeninos más conocidos de la literatura universal lo guía durante el recorrido que harán juntos por el paraíso. La elección del título no es casual, sintetiza de manera muy elocuente el común denominador de los 10 ensayos –de grandes alcances antropológicos - que conforman la obra ya que en ella apreciamos el recorrido que hace Stanislaw Grygiel por los caminos de la filosofía, de la teología y de la literatura, buscando responder a la pregunta de “Quién es el hombre ?” profundizando en la definición de quien es la mujer, a la cual presentará como un fundamental vínculo de unión y de cimiento de la familia y de la sociedad.
Es preciso señalar que nuestro autor define a la persona como un ser pensado para la donación, es decir como un ser que para realizarse ha de vivir donándose a los demás y así poder vivir una vida auténtica, haciendo referencia a la particular capacidad de donación de la mujer, la cual según sus palabras sabe mejor que el hombre donar y recibir amor.
Será pues gracias a esta particular característica femenina la que hará posible el diálogo con el hombre, diálogo que abarca el ser y la acción de ambos, permitiéndoles percibir y descubrir la santidad a la que ambos han sido pensados. Santidad que solamente se podrá alcanzar viviendo con fidelidad el ser femenino y el ser masculino propios del Varón y de la Mujer.

Nuria CALDUCH-BENAGES, Il profumo del Vangelo. Gesù incontra le donne, Cinisello Balsamo (Mi), Ed. Paoline, 2007

Un libro coinvolgente fin dal titolo, con la proposta di un qualcosa di così estremamente immateriale, ma, di fatto, così concretamente percepibile come il profumo e l’Autrice, in effetti, sa cogliere quel sentore d’arcano, questo, che noi, con il suo permesso, vorremmo chiamare «profumo di donna», nel quale Gesù di Nazaret, il Cristo, non disdegna di farsi coinvolgere, in incontri, caratterizzati da un interscambio nel quale le une e l’Altro arrivano gradatamente a comporre il quadro della rispettiva identità.
Dunque un «profumo di donna» che l’Autrice percepisce e, si potrebbe dire per rimanere nella metafora, riesce ad annusare e, come un profumiere di classe, scomporre nei suoi elementi, descrivendoli fin nelle minuzie per sollecitare il senso del lettore ad un’altra lettura. E tutta questa operazione è condotta con la valentia propria del vero artigiano - vorremmo dire artista, se tale termine potesse risultare non ambiguo per la teologia – nel senso che l’Autrice, come un vero artigiano, procede nella composizione della propria opera non solo con le sue personali intuizioni e convinzioni, ma anche con quelle dei propri predecessori e maestri, cosicché possiamo contare su una bibliografia vasta ed eterogenea; vasta, in quanto ben dieci pagine dell’intera opera, centoquarantatotto in tutto, sono dedicate alla bibliografia, ed eterogenea perché va dalle più antiche fonti della fede, della filosofia e teologia cristiana ai teologi cattolici più moderni, dai teologi protestanti ai pensatori ebrei, fino alle teologhe protestanti di stampo più marcatamente femminista .
Con tutto questo bagaglio e con gli studi, certamente più vasti, svolti presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, la Calduch-Benages si cimenta nella scomposizione degli ingredienti di questo sorprendente “profumo” prendendo, per la sua analisi, sei donne, o meglio quattro singole donne, il gruppo della sequela individuato in Lc 8,1-3 e per ultima la figura enigmatica della Sapienza.
Alla base della sua indagine, quasi un elemento comune per la mistura delle varie essenze, l’Autrice propone la definizione dell’ambiente vitale di queste donne e l’esegesi, di cui dimostra piena padronanza, diventa così lo strumento per dare identità a queste figure femminili, che altrimenti rimarrebbero, e finora sono rimaste, immagini sbiadite, soltanto comparse in eventi dei quali, invece, sono assolutamente co-protagoniste insieme a Gesù di Nazaret, il Cristo.
Su questo elemento base (rimaniamo ancora nella metafora del profumo) vengono individuate progressivamente le singole essenze.
Dapprima le note di testa, discrete ma tenaci: l’emorroissa, la donna siro-fenicia, il gruppo delle donne alla sequela. Donne che non sanno chiedere, donne in silenzio, donne che chiedono insistentemente, donne che, comunque ricevono, ma che, anche, in qualche modo, danno: un gesto di estrema fiducia, una risposta audace fino all’insolenza, l’aiuto sodale. Il profumo della Calduch-Benages diventa così quello proprio del Vangelo, della Buona Novella: non è solo il male fisico quello da cui vengono liberate, ma anche e soprattutto il male spirituale, perché la sofferenza del corpo, nell’integralità della persona umana, mai è disgiunta dalla sofferenza psicologica e sociale e la “guarigione” pertanto diventa il luogo della propria ritrovata verità, conseguenza dell’azione salvifica di Colui che si autodefinirà la Verità.
Le note di cuore, quasi uno stordimento dei sensi, sono date da due veri profumi, quello della sconosciuta di Lc 7,36-50 e il nardo, copiosissimo, di Maria di Betania, entrambi versati sul corpo di Gesù. La prima, la sconosciuta, nella sua gestualità d’amore, così straordinariamente fisica, ritrova la propria integrità da parte di Colui che è Amore; la seconda, Maria, dà compimento all’immagine di colei che si è scelta la parte migliore (Lc 10,42) nel gesto profetico dell’unzione, non di un corpo destinato alla morte, ma del Risorto, del Vivente, poichè «…la fragranza del profumo (Gv 12,3) di Betania è simbolo della vittoria di Cristo sulla morte» (cfr p.105).
La nota finale, quella destinata a lasciare la scia, a permanere, dopo la dissolvenza delle altre, è il profumo, oseremmo dire, mistico della Sapienza, figura enigmatica, la cui presenza appare in filigrana fin dalle prime pagine dell’Antico (o Primo, come anche l’Autrice, a volte, ama chiamarlo) Testamento, per poi definirsi, nel prosieguo degli scritti veterotestamentari, sempre più compiutamente come figura di donna, o meglio di gentildonna con caratteristiche specifiche, che l’Autrice riporta con dovizia di citazioni. E Gesù di Nazaret, il Cristo, il Logos, Colui che «…era in principio presso Dio:/tutto è stato fatto per mezzo di lui…» (Gv 1,2-3a) si lascia avvolgere e permeare da questo “profumo” fino a che questo, infine, diventa la Sua stessa essenza.
Possiamo concludere così queste poche, sintetiche, ma entusiastiche riflessioni, elaborate per dare il gusto di un minimo assaggio dell’opera molto più capillare della Calduch-Benages; opera che possiamo definire una lettura altra, perché una lettura di donna sulla realtà di donne e sul rapporto particolarissimo di queste con Gesù di Nazaret, il Cristo. Una lettura senza inutili enfasi, senza scomode rivendicazioni, ma portata avanti con il rigore, potremmo dire, scientifico, dell’esegeta e biblista di classe, che non opprime e dimentica, però, la passionalità della donna e della credente; un percorso interiore, giocato sulla suggestione di incontri salvifici e rivelatori.

Anna Talini

Karen DOYLE, The Genius of Womanhood, The Human person, 2008

Coinciding with International Women’s Day, Australian Catholic author and co-founder of Choicez Media, Karen Doyle has released a new book entitled The Genius of Womanhood. Based on John Paul II’s work on ‘the feminine genius’ the publication represents an attractive and moving synopsis of both John Paul’s thought and Doyle’s own desire to see women empowered and encouraged to embrace their identity.

Based on the four key concepts of Receptivity, Generosity, Sensitivity and Maternity, the book encourages women to accept, explore and develop these capacities in service of others and the world.

Doyle states, “For so long, some of the things that are particular to the feminine, such as the capacity to be emotionally available and attuned to others have been seen as weak or problematic. You can hear it every time someone talks about women being too emotional. What I found in my post-graduate study of John Paul’s philosophical anthropology was that he saw that these capacities were powerfully linked to the receptive and nurturing nature of the whole female person. Rather than being a problem, he saw them as an answer to so many of the problems that face the world.”

Doyle’s hope is that the book will help many women realise the reality of the feminine genius and that each woman’s relationships and indeed the Church, local community and the world will benefit from it.

Later this year she will release another, larger book exploring the core concepts in greater detail.

The book retails for $16.95 and can be ordered at www.thehumanperson.com

Media Contact: Naomi Thomas (02) 6273 4608 – nthomas@choicez.com.au

 

Cristiana DOBNER, Eco creante - Teresa di Lisieux in sintonia con il suo tempo, Marietti, 2008

 

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